Marco Lauchard
Il Blog
19
set

A spasso sulle strade del Parco Nazionale del Gran Sasso e della Laga

Posted in In bici fino a Campo Imperatore  by Marco

L’Abruzzo ha di bello che in pieno Agosto puoi pedalare su sdrade statali completamente libere dalle macchine, incuneandoti tra boschi di faggio e di pini che improvvisamente si aprono lasciandoti intravedere  panorami splendidi,  attraversare paesini medioevali e scoprire monasteri del 1.200 arroccati su costoni strapiombanti.  

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 Abbiamo deciso di partire da Monticchio, paesino a 3 Km da Fossa, proprio sotto l’altopiano delle Rocche.

L’andatura è turistica, anche perchè sappiamo che dovremo fare 130 Km. Dopo pochi km ci immettiamo sulla Statale 17 e, questa volta, invece di proseguire verso Paganica ed Assergi, che attrverseremo al ritorno, giriamo a destra. Si pedala tanquillamente sulla statale per circa 11 Km, fino al bivio per Barisciano, dove entriamo nel territorio del parco. La strada comincia a salire, le pendenze non sono mai proibitive ed il panorama è splendido. Il traffco, praticamente inesistente, ci consente di pedalare affiancati e ammirare sulla destra il panorama che sia apre fin quasi all’orizzonte, dove si scorge il monte Sirente con le sue pendici boscose. Dopo 10 Km passiamo il grazioso paesino di S.Stefano di Sessanio, con il  castello che svetta sopra le case in pietra. Si prosegue verso il castello di Rocca Calascio, la strada inizia a scendere… brutto segno, vuol dire che dopo ci toccherà a risalire. Nonostane siano circa le 11:00 del mattino, il cielo continua ad essere sgombro da nubi e di un azzurro intenso, nemmeno l’ombra di quei cumuli estivi, ad evoluzione diurna, che in montagna si formano regolarmente nelle ore più calde. Passata Rocca Calascio proseguiamo verso Castel Del Monte,  dove arriviamo dopo circa 14 Km di cui 5 di salita abbastanza dura. Devo dire che pedalare su un territorio paesaggisticamente così bello e selvaggio, ti fa sentire quasi parte di esso. Da Castel del Monte si prosegue verso la piana di Campo Imperatore dove la quota comincia ad essere intorno ai 1.600 /1700m, l’aria si fa più fresca ed il panorama cambia ancora. Si intravedono, sulla destra le cime del M.te Prena e più avanti del M. Camicia e in fondo, proprio davanti ai nostri occhi, il Corno Grande, la cui vetta, con i 2.912 m è la cima più alta di tutto l’Appennino. Percorriamo per circa 13,5 Km tutta la piana di Campo Imperatore, bisogna fare attenzione perchè pedalando da est verso ovest è quasi sempre contro vento. Scambio qualche battuta con Giorgio, il mio compagno d’avventura, capisco che è arrivata anche un pò di stanchezza, tutti e due però siamo sufficientemente esperti per capire che, una volta giunti al bivio che ci porterà su, verso l’albergo di Campo Imperatore mancheranno ancora 10 Km di cui 4 da affrontare ad una quota di circa 2000m e con la strada che arriva a pendenze del 10%/12%,  per cui si prosegue fino al bivio abbastanza tranquilli.

Ai 4 Km dalla vetta finise l’andatura turistica, la pendenza aumenta, l’andatura no, so che Giorgio si sta preparando alla classica volata. Tutti e 2 montiamo il 39×25, e siamo daccordo nel ritenere che un 39x 27/28  sarebbe stato l’ideale. Io dovrei lasciarlo andare, sia perchè a Luglio non mi sono allenato regolarmente (ennesima frattura alle costole per una caduta in mtb), sia perchè  è più veloce, sia perchè ha 25 anni ed io 53… quante ragioni per lasciar perdere eh?  Sia mai!! Non mi tiro indietro, gli sto a ruota fino ai 200 m dall’arrivo, ma questa volta, quando si alza sui pedali e scatta, non riesco nemmeno a rispondere!! Bravo Giorgio, anche se fossi stato al top, probabimente sarebbe andata allo stesso modo!!

Dopo la foto di rito, si scende affrontando il percorso inverso fino al bivio, quindi questa volta si devia a destra e dopo una una salita iniziale di un paio di Km, è una lunga e bellissima picchiata fino ad Assergi e Paganica.  Attraversiamo la solita Statale 17 e dopo 3 Km pianeggianti ,arriviamo a Monticchio. Complessivamente abbiamo percorso 130 Km. Saluto velocemente Giorgio, (abbiamo un certo languorino…) non prima però di esserci dati un appuntamento per i giorni successivi. Domani giornata dedicata a mia figlia! 

Beh, cosa devo dire,giornate così sono idimenticabili!!

24
lug

Doping, doping e ancora doping!! Lo sport malato.

Posted in Lo sport malato  by Marco

Traditi!! Siamo stati tutti traditi. Ancora una volta, quando sembrava che il ciclismo avesse ritrovato un campione giovane, capace di esaltare i tifosi con “l’impresa” in salita, ci siamo trovati di fronte all’ennesimo bluff. Il ciclismo è, e sarà chissà per quanto tempo ancora, il simbolo dello sport malato.

Riccardo Riccò, ha barato. Se verrà provata la sua positività al CERA, che non è altro che l’EPO di ultima generazione, chiuderà la sua carriera a soli 23 anni.

Appena ieri, mandando una mail al sito di Eugenio Capodacqua www.sportpro.it,  notavo che la forza dei corridori della Sounier Douval, la squadra di Riccò, era veramente sorprendente, troppo sorprendente…

Sono più che convinto che chi imbroglia, chi non rispetta le semplici regole che la lealtà impone, deve pagare severamente, altrimenti non se ne esce più e, soprattutto, mandiamo pessimi messaggi ai giovani che intraprendono l’attività agonistica, vanificando i sacrifici loro e delle loro famiglie. 

Ci sono ragazzi promettenti che non fanno uso di doping e che vengono troppo spesso emarginati da manager scorretti a tutto vantaggio dei disonesti.  

Il sacrificio di Marco, purtroppo, sembra non sia servito a niente.

Riccò vergognati!!!

15
lug

Scempio sul Monte Albano, nell’area della Via Sacra!!

Posted in Scempio sul Monte Albano  by Marco

Andare in MTB intorno a Roma vuol dire imbattersi in luoghi stupendi, legati ad un passato misterioso  che ti porta indietro fino alle origini della nostra civiltà. Purtroppo, vuol dire anche scoprire quanto l’ avidità, gli interessi economici, l’ignoranza, la mancanza assoluta di sensibilità, il disprezzo  per la natura, riescano ad arrecare danni gravissimi ed irreparabili all’ambiente che ci circonda. E’ quello che è successo nell’area intorno all’antichissima Via Sacra, che porta in cima al Monte Abano ( Monte Cavo ), dove era situato il santuario dedicato a Giove Laziale, risalente a 500 anni prima di Cristo. Lo scempio di cui parlo è stato un taglio selvaggio   di un bosco all’altezza del tratto inferiore dell’antica Via Sacra: quercie, castani, frassini, carpino nero, con alcuni esemplari anche secolari non esistono più. Poche ore  sono state sufficienti a distruggere ciò che la natura ha formato in secoli. Tutto ciò sembra sia stato oggetto di un esposto da parte del WWF, Legambiente ed altre associazioni Ambintaliste alla Procura della repubblica.

Il fatto, già gravissimoper se  è che, visto che si conosceva l’importanza di quei luoghi, sia dal punto di vista archeologico, (in quei siti era situata  Alba Longa, antica madrepatria dei Romani) che naturalistico, non si è fatto nulla per prevenire un simile scempio. 

Purtoppo sono stato testimone  involontario di un atto criminale, come tanti, ahimè, sono stati perpetrati in questo paese di impuniti… la speranza è che questa volta qualcuno paghi sul serio.

Faccio un appello a tutti coloro che hanno a cuore l’ambiente in cui viviamo a vigilare e denunciare atti criminali come questo!!  

21
mag

La mia seconda “Nove Colli” di Cesenatico

Posted in 220 Km a tutta !!  by Marco

Sono passate poco più di 48 ore dal momento in cui sono transitato sotto lo striscione d’arrivo della mitica 9 Colli ed è ancora viva l’emozione per aver portato a termine la corsa. Undicimila iscritti, molti ritirati per via del tempo pessimo, con acqua a volontà, dopo la salita del Barbotto, che rendeva la strada viscida come una saponetta. Ho visto corridori, anche esperti, non riuscire a controllare la bici e cadere sull’asfalto bagnato, qualcuno si è fatto anche male purtroppo, per cui arrivare al traguardo dopo 210 Km è stata una soddisfazione immensa. 

Tutto è cominciato con il suono della sveglia alle 04.30 di domenica 18 Maggio. Mi alzo, e barcollando mi avvicino alla finestra, guardo fuori… è ancora buio, ma non piove. I miei 2 compagni di stanza Giuseppe, ex dilettante, e Peppino, un neofita della bici ma giovane e con tanto entusismo, ancora dormono. Mi rimetto a letto cercando di godermi gli ultimi 5 minuti di tranquillità… mi torna in mente il mio passato di triathleta, quando gareggiavo per vincere o per assicurarmi il posto in nazionale e mi domando se valga ancora la pena sottoporsi a questo stress, tanto per partecipare ad una corsa che, si è bellissima, ma dal punto di vista della performance sportiva assoluta, non mi darà alcuna soddisfazione!! E’ solo un attimo però.  Mi alzo, il tempo di sciacquarmi la faccia e, tutti e tre, maledicendo il tempo inclemente,  stiamo già in sala da pranzo cercando di mandar giù un pò di pasta, (vi assicuro che alle 5.00 del mattino è veramente cattiva!!) Torniamo in stanza, un veloce massaggio sulle  gambe con olio canforato,  ci attacchiamo i numeri sulla maglia, casco, scarpini e via, le bici ci attendono. Troviamo il resto degli amici del g.s. franchi-valcelli intenti a fare gli ultimi controlli sulla “specialissima”. Qualcuno, già si avvia verso la griglie di partenza; io mi attardo con Gianni , il presidente e Giorgio, il mio compagno di allenamento che, nel gonfiare le gomme, ha rotto la valvola!! Ovviamente questo tipo di inconveniente non succede mai quando abbiamo tutto il tempo che ci pare!! Pochi minuti e via ci avviamo anche noi alle griglie di partenza, temendo di essere in ritardo, si va a 40 all’ora. L’adrenalina comincia a farsi sentire, mi passa quella svogliatezza che avevo fino a pochi minuti prima!!

In griglia ci avviciniamo agli altri componenti del gruppo e, in attesa della partenza,  scabiamo due chiacchiere. Vicino a me ci sono Pierluigi e Marco, l’amministratore, che è alla sua prima 9 Colli, è tranquillo e mi trasnette un pò della sua serenità.   Mi alzo in punta di piedi, allungo lo sguardo…  davanti a me ci sono, in attesa, quasi 5.000 corridori; guardo dietro, ne vedo altrettanti, sopra di noi un elicottero della tv locale gira sempre più basso; lo start viene dato più o meno alle 06.20 e noi, visto la quantità di corridori, ci muoviamo dopo circa 10 minuti. Saluto Marco e Pierluigi con un ”in bocca al lupo!!”. Noto che Pierluigi si fa il segno della Croce… non so perchè ma mi compiaccio di quel gesto.   Seguito da Giorgio inizio la mia avventura alla 9 Colli. L’idea è quella di fare il percorso lungo, 210 Km con 3.800 m di dislivello, Giorgio è ancora incerto, deciderà dopo il Barbotto. A parte una caduta iniziale di alcuni corridori, tutto fila liscio fino a metà gara. Sono proprio contento di aver montato il 39/30, perchè mi consente di salire in agilità e salvare la gamba. Con Giorgio scambiamo qualche sensazione e capisco che non è convinto di affrontare il pecorso lungo, però decide di seguirmi e viaggiamo bene insieme per diversi km. Con noi c’è quello che abbiamo noninato il “menestrello” della 9 colli si chiama, anche lui, Giuseppe e affronta i primi 2 colli cantando e chiacchierando con tutti al suo solito modo, cioè strillando ed importunando chiunque gli capiti a tiro!! Spianiamo altri 2 colli e stacchiamo  tutti gli altri componenti del nostro gruppo, anche quelli che hanno scelto il percorso corto, fino a quando inizia a piovere. Con l’acqua tutto si complica!!  Cerco di scendere regolare senza rischiare frenate brusche, che sicuramente mi farebbero cadere. Giorgio mi segue apparentemente senza problemi, ma c’è qualche cosa che non mi convince. Infatti ad un certo punto mi dice di non preoccuparmi e proseguire con il mio passo senza aspettarlo, in realtà non l’ho mai aspettato, sono sempre andato secondo le mie possibilità, guardando ogni tanto indietro, solo per evitare di perderci. Comunque si procede insieme fino al 7 colle, superando una marea di corridori più lenti. Poi dopo una discesa abbastanza lunga,  mi rendo conto che ha rallentato, per cui decido di proseguire da solo, anche per non costringerlo a forzare la sua andatura. Ormai manca solo  il Gorolo, mi arrampico regolare, con il 30… fa freddo, sono stanco, procedo insieme ad un gruppetto di corridori e con loro arrivo al traguardo. Il tempo impiegato? La posizione in classifica?  Mah,  non è importante!!

 Tornato a casa però, vado subito a guardare sul sito della winning time: tempo 7h e 45′, posizione in classifica  863° assoluto. Tutto è relativo a questo mondo!! A 30 anni vincevo  le mie gare di triathlon, adesso l’863° posto è come una vittoria di allora!!!  

Mentre tutti insieme si torna a casa, è tornato il sole e lo sguardo si perde sui colli intorno a Cesenatico,  e, per un attimo, mi sembra di vedere un ciclista solitario, che con la sua bici sale leggero…sfiora la strada che s’impenna sotto di lui… no non può essere…. non può essere Marco, perchè Marco è stato ucciso, tanto… tanto tempo fa.

    

31
mar

Valentino Fois muore come Marco Pantani!

Anche Valentino Fois se n’è andato! E’ morto da solo, come il suo capitano. Anche lui coinvolto in storie di doping, per questo squalificato, per diversi anni, nel pieno di una carriera agonistica molto promettente. Era fortissimo in salita Valentino, ma anche un buon passista, magro, adatto a vincere le corse a tappe, dove c’è tanta salita. Ultimamente aveva firmato un contratto con una nuova squadra ed aveva ripreso ad allenarsi.  Aspettiamo di sapere come è morto.

Nel cuore rimane tanta, tanta tristezza.

22
feb

Il mio nuovo Blog

Posted in mi presento...  by admin

Ciao Mondo! :-)
l’immagine che caratterizza il blog è emblematica: la natura come vorrei che rimanesse per sempre!
Mi chiamo Marco Lauchard, ho 53 anni, praticamente dal 1980 dirigo una  scuola di lingua inglese a Roma, precisamente in Via Chiana 116. Ho splendidi collaboratori e collaboratrici, tutte insegnanti di madrelingua inglese ed americana, gentili e pazienti   con i loro studenti, ma anche severe, se dovesse servire! La mia vita è stata e direi, continuerà ad essere, un misto di avventura e momenti di profonde crisi esistenziali, del tipo “ma cosa ci faccio in questo mondo e perchè” senza però trovare mai la risposta. Forse per questo, a poco più di 20 anni, sono riuscito ad arruolarmi come Sottotenente nella Brigata alpina Orobica, dove ho vissuto, per un anno intero, sperduto tra le montagne intorno al passo del Brennero.  Nel ‘87  ho fatto parte della squadra nazionale di triathlon, (frazioni a nuoto, in bici, e corsa a piedi) ho circa un centinaio di ore di volo con diversi tipi di aliante, tra i quali l’acrobatico “Blanick”, ex parà,  una serie di lanci vincolati con gli enormi paracadute militari.
In questa fase della mia vita, ovviamente l’attività agonistica è cessata quasi del tutto, ma ancora faccio dei bellisimi allenamenti in bici nella campagna laziale, dove  ci sono degli itinerari spettacolari, che non hanno niente da inviadiare alla blasonatissima Toscana! E in Abruzzo, tra i magnifici parchi del Sirente - Velino, del Gran Sasso e del Parco Nazionale. Ho una figlia, Martina, 9 anni, sempre in cima ai miei pensieri (ah… quanti sensi di colpa quando sono in bici!: cry: ), una compagna, Valeria, grazie alla quale posso dedicarmi alle mie passioni.

Per Martina e per tutti i bambini del mondo, vorrei che il  futuro riservasse  loro tanta serenità e felicità, come evoca quell’immagine iniziale!!

Perchè il blog? Ancora non so, ma chi si volesse affacciare, è il benvenuto. Un giro in bici da corsa o in MTB? Una corsa nel parco? Un consiglio per come iniziare ad allenarsi con tranquillità? Lo stesso.

Per il prossimo mese descriverò un itinerario, da fare in bici, bellissimo ( per quelli un pò più allenati però).

Ciao a tutti!!      ( la foto è stata scattata sull’altopiano tibetano nell’Ottobrre 2007 a 4.000 m.)