Marco Lauchard
Il Blog
16
nov

La Magnola e l’Altopiano delle Rocche in attesa della neve…

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tappeto rosso nel bosco di faggi
tappeto rosso nel bosco di faggi

monte Rotondo sovrasta l'Altopiano delle Rocche: tra poco si scia!!

Presto arriverà la neve, per adesso disegni di ghiaccio
Presto arriverà la neve, per adesso disegni di ghiaccio

Novembre sotto il monte Sirente tra le prime spolverate di neve ed i faggi che si spogliano della loro chioma verde.  Anche in questa stagione “interlocutoria”, in attesa delle nevicate vere, la natura offre uno spettacolo straordinario!!

29
ott

Dall’Austria agli incontri ravvicinati in Abruzzo

Arrivati a Lienz in Austria bravissime!!

Arrivati a Lienz in Austria bravissime!!

 

Spargi. Arcipelago della Maddalena
Spargi. Arcipelago della Maddalena
Tendopoli in Abruzzo
Tendopoli in Abruzzo
Comune di Vallecupa
Comune di Vallecupa
IMG_0525  Alessandra sul Gardena
In attesa di Mr. Monacò
Paolo e Marco

IMG_0534 Lago di Braies

IMG_0522
In attesa di Mr. Monacò Corvara

 

Sabato 26 Settembre, decidiamo di passare l’ultimo fine settimana di Settembre sull’altopiano delle Rocche, in Abruzzo, per goderci gli ultimi giorni di questa estate torrida in montagna. 

Naturalmente ho dietro la mia bici da corsa,  domenica ho intenzione di farmi un bel giro nella valle Subequana lungo il fiume Aterno, per poi risalire verso l’Altopiano, passando da Secinaro,  sotto il versante nord est  del monte Sirente, costeggiando la bellissima faggeta.

Sabato pomeriggio si sta ancora bene fuori, anche se, come il sole si nasconde dietro il monte Magnola, la temperatura cala bruscamente. Ai 1.500 non è certo come stare al livello del mare! Il cielo si fa sempre più scuro, ma le migliaia di stelle fanno ben sperare per la domenica.  Il tepore del fuoco riscalda piacevolmente l’ambiente e, mentre mia figlia mi si addormenta praticamente in braccio, il pensiero corre lontano…sembra già passato molto tempo, ma l’estate è  finita solo pochi giorni fa …che  settimana  a Corvara con gli amici della Petitvelò! Su e giù per i passi, in attesa del grande giorno della Maratona delle Dolomiti…ho ancora nelle gambe il terribile Giau, che piacevole sofferenza! E che dire di Alessandra, appena 2 anni di bici e già lascia dietro tantissimi maschietti!! (10° assoluta alla Maratona). Wow …che onore pedalare al suo fianco!  E poi  su per il  Falzarego ed il Valparola, insieme a qualche migliaio di ciclisti!

Guardo Martina, che ormai mi si è addormentata in braccio e mi viene in mente la  pedalata da S.Candido a Lienz: 40 Km sulla bellissima ciclabile della Val Pusteria, che si snoda lungo il corso della Drava tra spettacolari cascate d’acqua! Ma anche la brutta caduta di Riccardo, papà di Camilla, compagna di classe di Martina! E poi la scalata a M.te Livata, con i più forti cicloamatori del Lazio durante la vacanza a Manciano!  E la notte in cui sono rimasto ad ammirare il  cielo stellato della Toscana, completamente immerso nei  suoni notturni…Il braccio dietro le spalle di Martina, che ormai dorme profondamente,   è completamente addormentato e mi scappa un sorriso  quando  ripenso ai miei tentativi di imitare “Alessandra nirvana” nello stretching  ”estremo” post allenamento… meglio un bagno defatigante in piscina!! Dall’acqua della piscina all’azzurro intenso del mare dell’arcipelago della Maddalena, io e mia figlia, da soli in campeggio e,mentre la guardo, ripenso  a quell’esperienza straordinaria!!

Pian piano il fuoco, le cui fiamme, fino a poco tempo fa attiravano sguardo e pensieri, sta lentamente lasciando il posto ad una brace rossa e silenziosa, apparentemente insignificante ma, avvicinandoti, ne senti il calore intenso. La fiamma è  come la passione, arde intensamente ma poi, inesorabilmente svanisce e, se ti avvicini troppo,  ti  bruci. Beh… è meglio e, forse anche l’ ora, di andare a dormire.

La Domencia il tempo è bellissimo,  Martina ha in programma una passeggiata a cavallo nella bellissima Valle d’Arano a Ovindoli, con lei 2 amiche provette amazzoni. E’ arrivato il momento di prendere la bici da corsa.

Dopo il solito caffè a Rocca di Mezzo mi dirigo verso Terranera, ultimo comune dell’altopiano ed inizio la lunga discesa;  mi porterà alle porte dell’Aquila, nel paesino di Monticchio, poi, invece di scendere verso Onna, mi dirigo verso il piccolo comune di Fossa, gravemente danneggiato dal terremoto. Il paese è deserto, infatti poco più in là, sulla sinistra della strada intravedo  una grande tendopoli. Mi auguro con tutto il cuore che presto, tutti gli abitanti,  possano abbandonare le tende! Riprendo la statale, passo S. Demetrio, un altro comune danneggiato al 70%  e, a sinistra, sulle pendici della montagna, intravedo quel che rimane di Vallecupa: alcune case sono completamente crollate!  Purtroppo si parla solo dell’Aquila, ma sono tantissimi  i comuni danneggiati nella Valle dell’Aterno dall’ ‘”orrendo scossone”.  Ancora si vedono macerie ovunque. Speriamo che per l’inverno tutti riescano a trovare una sistemazione!!

Nonostante tutto questo la natura e l’ambiente rimangono bellissimi e selvaggi. La media  Valle dell’Aterno è compresa tra S. Demetrio e la conca Peligna, meno conosciuta ma interessantissima. Il fiume Aterno scorre in fondo alla valle, incassandosi sempre più e la valle assume l’aspetto di una vera e propria gola.  Vale veramente la pena di venire a conoscere questi luoghi splendidi,  in macchina, in moto  e perchè no, chi è allenato può farlo tranquillamente in bicicletta, perchè le strade sono ben asfaltate e con pochissimo traffico. Per non parlare poi della cucina Abbruzzese e del …Montepulciano!!

Arrivato a Fontecchio e visto la giornata tiepida, mi fermo per gustarmi tranquillamente un secondo caffè. Il paese si trova praticamente al centro della valle.

Me la sto prendendo troppo comoda ,devo cominciare ad aumentare le media, solo che adesso inizia la risalita verso l’altopiano delle Rocche, sono circa 30Km abbastanza difficili, ma in un ambiente splendido: sono nel centro del parco Sirente Velino.

Passato Secinaro mancano solo (si fa per dire) 18 Km di salita al 5-6% e mi avvicino pedalando ad una velocità di 15 /16 Kmh alla faggeta che copre tutto il versante NE del Monte Sirente.

E’ lì che accade: ai margini del bosco a circa 50 m da me, le vedo: sono 2 volpi, bellissime, selvagge e timorose. Mi fermo immediatamente e, loro, dai margini della faggeta mi scrutano… sono evidentemente pronte a fuggire. Io continuo a non muovermi, rimango così nonostante il freddo, sono le 3 del pomeriggio e  a 1400 m di altezza  si  sente…  rimango immobile per almeno 10 minuti, poi lentamente, metro dopo metro, comincio ad avvicinarmi, una di loro improvvisamente arretra e si nasconde tra gli alberi, ma resta sempre ben visibile, l’altra rimane ferma ed ormai sono a pochi meti da lei, ha una coda lunghissima e dal pelo folto e voluminoso, sproporzionata rispetto al corpo piccolo e non cerca asslutamente di scappare, anzi, con mio enorme stupore, mi si avvicina e si accuccia a un metro da me… ci guardiamo negli occhi per lunghissimi minuti,sento che ormai ha fiducia  e non mi teme, riesco quasi a toccarla …che emozione! Non mi era mai accaduta una cosa simile! L’altra rimane leggermente più distante ma, anche lei ,mi gira intorno apparentemene senza nessun timore…  oso, provo a toccare quella che sembra più intraprendende, ma arretra velocissima,  poi si riavvicina… sembra un balletto, una nuova danza tra l’uomo e la creatura selvaggia, tra l’uomo ed i rappresentanti dei boschi del Sirente…  purtroppo è ora di andare, il sudore che mi impregna la maglietta mi  sta congelando la schiena, mi allontano lentamente, lancio loro un’ultimo sguardo e sulla guancia sento scivolare una goccia… sicuramente una goccia di sudore. 

Faccio le ultime rampe in piedi cercando di riprendere un pò di calore, mancano pochi Km  e non vedo l’ora di raccontare questo straordinario incontro a mia figlia. In quanto a me, è stata una delle emozioni più intense mai provate.

L’Abruzzo è anche questo, natura ancora selvaggia ed in parte incontaminata, la mia  speranza è  che resti il più a lungo possibile come è adesso,  tantissime persone, spero, potranno, arrampicarsi sulle sue montagne, camminare nei boschi, percorrere le sue valli,  sciare sulle piste innevate,conoscere i suoi borghi così, come lo sono adesso.

27
ott

Il mondo che amo di più

Posted in il mondo che amo di più...  by Marco

     Dedicato a chi ama la natura e decide di viverla ed amarla, lasciandola intatta al proprio passaggio…                                                                                                                        

22
giu

Pedalata di quasi 7 ore nel cuore dell’Abruzzo ferito a morte.

 
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Neve ai 2.150 m di Campo Imperatore

Domenica 14 Giugno, è stata una giornata particolare: per la prima volta, dopo il terremoto che ha devastato l’Aquilano, dall’altopiano delle Rocche sono andato a Campo Imperatore, un classico per gli amanti della bici da corsa. Sono 150 Km con più di 2500 di dislivello, che da Rocca di Mezzo, passando per Monticchio, Onna, Paganica e Assergi portano su, fino ai 2.150 di Campo Imperatore. In genere si pecorrono in meno di 6 ore questa volta ho pedalato per quasi 7 ore.

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La chiesa di Paganica transennata e messa in sicurezza

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Onna distrutta

Scendendo, la prima sorpresa è stata la strada statale interrotta all’altezza di S. Martino d’Ocre. Infatti si devia per entrare nel paese per poi rientrare, dopo un paio di Km e 300 metri più in basso, sulla statale. Certo, a 2 mesi dal terremoto e, le tante promesse, non mi sarei mai aspettato di trovare ancora la strada inagibile, visto che l’Altopiano delle Rocche vive di turismo e più ci si avvicina alla normalità  meglio è per l’economia del luogo. Comunque, S.Martino è come l’anno scorso, nessun danno evidente alle case ed anche una coppia che prende beatamente il sole nel bel giardino della loro casa. Faccio qualche Km in discesa con Gaetano, un ciclista, alpinista e maestro di sci  di sessantacinque anni,  faccia abbronzata dal sole della montagna e segnata dalla vita all’aria aperta,    proprio di  Rocca di Cambio, il comune dell’altopiano più colpito,  mi conferma che ci sono parecchi danni alle case, però solo il 10% è completamente inagibile.  Ormai sono a pochi Km da Monticchio e sento crescere l’ansia perchè mi sto avvicinando a Onna, il paese devastato dal terremoto, dove ci sono stati quasi 70 morti. Nemmeno la musica di David Gilmur sparata nelle orecchie riesce a tranquillizzarmi.

Quante volte abbiamo attrraversato il centro di Onna per prendere la strada che sale verso Campo Imperatore! Mai e poi mai avrei pensato di non rivedere più il paese.  Mi fermo qualche minuto,  osservo tutto intorno: le tende azzurre sono di fianco al paese, una ragazza giovane esce in accappatoio dalle docce e cammina senza staccare gli occhi da terra, poi una donna, di mezza età, abbraccia piangendo alcune  persone che cercano di alleviare il suo evidente dolore… le mancherà un figlio , un marito un parente o semplicemente un paesano, chissà, non ho il coraggio di rimanere ancora e riprendo la mia pedalata verso il Gran Sasso.  A Paganica la chiesa è in parte crollata ed è stata messa in sicurezza dai VV.FF. Mi dirigo verso Assergi e mi allontano dalla zona dell’epicentro del terremoto, dopo pochi Km la srada è interrota di nuovo, non si passa, o meglio, a piedi ed in bicicletta è possibile, ma  a proprio rischio e pericolo, perchè ancora non è stato messo in sicurezza il costone di roccia sovrastante 300 m di strada. Mi fermo in un caffè di Assergi. I titolari dell’attività  mi confermano che il giorno dopo andranno a Roma per chiedere risposte concrete ai loro bisogni. Mi fanno notare che non c’è, in tutta la zona, un cantiere aperto! Nonostante le tante promesse è tutto fermo. Mancano i soldi.

Che dire, Assergi probabilmente non ha subito danni gravi, ma le piccole attività turistiche del paese sono ferme, la strada ancora interrotta li penalizza pesantemente ed è difficile riprendersi in quest condizioni.

Proseguo la mia salita verso Campo Imperatore, questa volta però non sento stanchezza nelle gambe, faccio solo fatica ad accettare tutto quello che ho visto e l’aver toccato con mano il dolore e la rabbia delle persone che ho incontrato!

 

Onna: casa moderna piegata su se stessa

Onna: casa moderna piegata su se stessa

Onna: il ponte sul fiume Aterno ancora inagibile.

Onna: il ponte sul fiume Aterno ancora inagibile.

 

Onna

Onna

13
dic

Proviamo a riflettere seriamente su alcune cose…

Posted in Per riflettere..., Senza categoria  by Marco

Ciclabile da S. Candido a Lienz 

In genere si pensa che le auto elettriche siano lente e brutte, è falso, ora sono veloci e anche belle, le prossime avranno le batterie al litio, per cui, le ricariche, saranno molto veloci ed economiche.

In alcuni mesi dell’anno in Spagna l’energia eolica produce ben il 40% del fabbisogno di energia.

I pannelli solari  odierni sono molto grandi e costosi. La ricerca negli USA prevede che presto

una nuova generazione di pannelli solari, più economici e leggeri, sarà in grado di catturare molta più energia solare a tal punto che, nei paesi più caldi, entro il 2.012, produrranno energia come una normale centrale elettrica, unica differanza?  Sarà energia pulita.

E se poi una moltitudine di persone cominciasse ad usare regolarmente la bicicletta per i propri spostamenti in città? Pensate alla bellezza di questo mezzo, alla sua alternativa energetica alla crescente carenza di energia ed ai suoi costi, sempre più alti, anche in termini di iquinamento. Obbietterete, ma si va piano! Ma la velocità è costosa e a volte, rischiosa. Chi usa la macchina in città per essere più veloce e più comodo capitalizza il proprio tempo , ma paradossalmente deprezza il tempo degli altri, coloro, per esempio, che stipati dentro un autobus magari in 50 o 60aspettano che le macchine liberino la strada. o di chi sceglie di spostarsi in bicicletta, costretto a respirare i gas inquinanti!!

“La bicicletta richiede poco spazio. Se ne possono parcheggiare 18 alposto di un’auto, se ne possono spostare 30 nello spazio divorato da un’unica vettura. Per portare 40.000 persone al di là di un ponte in un’ora, ci vogliono 12 corsie se si ricorre alle automobili e solo 2 se le 40.000 persone vanno pedalando in bicicletta.”

Ivan Illich (1926-2002)  

C’è di che riflettere…

Ciao a tutti

Marco

 

9
dic

Prime nevicate sul Gran Sasso d’Italia.

 

 

 

 

 

 

 

 by Giorgio Amendola

18
nov

Domenica 16 Ottobre: allenamento a Torrita Tiberina

Posted in Senza categoria  by Marco

E’ stato un allenamento “sofferto”non nel senso della fatica, ma per una serie di fraintendimenti sul nostro obbiettivo domenicale. 

Appuntamento alle 8.30 in Piazza Elio Callisto, di fronte allo storico negozio di biciclette dei Franchi.  Quando arrivo trovo già Peppino,  Luigi, Carlo, poi arrivano Giorgio, Mauro, Luigi Fratini  Massimiliano e Dario, il ragazzo con i pantaloncini verdi, che l’anno scorso ha corso con i dilettanti.  Sulla Flaminia, mentre ci dirigiamo verso Prima Porta e dopo una serie d’incomprensioni sulla durata dell’allenamento, il chilometraggio complessivo, decidiamo la nostra meta : Torrita Tiberina. Borgo tra i più antichi e suggestivi a 48 Km da Roma. Vicino Torrita Tiberina, in località Celli e Baldacchini è stata individuata la Villa di Agrippa, madre di Nerone, con all’interno una grande vasca circolare , probabilmente una delle prime piscine costruite dall’uomo. 

Si percorre, con andatura turistica, la Via Tiberina fino a Fiano Romano, per poi prendere la strada che  porta a Nazzano Romano.  Entriamo nella zona della Riserva Naturale Regionale Tevere Farfa, istituita nel 1977. Sono 700 ettari di zona protetta: olmi, salici, canne palustri, giunchi, ginestre e biancospini sono una parte delle specie vegetali presenti in tutta l’area. 

Arriviamo a Torrita verso le 11.00 e ci godiamo lo splendido panorama sulle anse del Tevere sotto di noi. Dopo il caffè di rito al piccolo bar del paese, Peppino ci “immortala” in 2 simpatiche foto ricordo  e  si intraprende la via del ritorno.

Complessivamene abbiamo percorso 103 Km a circa 29 Km orari di media.

 

 

 

 

 

 

10
nov

Il Gran Sasso d’Italia… immagini

la montagna rosatramonto sulle nuvole

Sono le bellisime immagini prese dal rifugio di Campo Imperatore a 2.130 m di quota.

Dall’alto: i cavi della funivia  sprofondano nel mare di nuvole sopra l’Aquila, il sole si nasconde dietro la montagna, la “montagna rosa”,  distesa di nuvole al tramonto.

Autore Giorgio Amendola 

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4
nov

Notte importante!!

Posted in Speriamo sia Barack Obama!!!  by Marco

Forse,  da questa notte, il mondo potrà cambiare… in meglio!! Almeno questa è la speranza.

Aspetto  con ansia i risultati delle elezioni presidenziali negli Stati Uniti e aspetto Barack Obama…

 

17
ott

12 Ottobre 2008 scalata ai 2.130 m di Campo Imperatore

Complice l’alta pressione, stazionaria sull’Italia Centrale da più di 2 settimane, sono riuscito a raggiungere, con la BDC, i 2.130 m di Campo Imperatore, proprio dove si trova il famoso albergo nel quale fu tenuto prigioniero, dai soldati italiani, Benito Mussolini (stanza 220).

L’idea “dell’impresa” è nata per caso, oltre al bel tempo, come dicevo, un guasto al bruciatore della caldaia della vecchia casa di famiglia di Rocca di Mezzo, sull’altopiano delle Rocche,  mi ha costretto a passare un fine settimana in Abruzzo,  per permettere al burciatorista di sistemare l’accensione della Riello.  Naturalmente mi sono portato dietro la mia BDC, mentre il resto della famiglia ha preferito rimanere a Roma… sigh che tristezza, un fine settimana  tutto da solo, con la sola compagnia del fuoco scoppiettante nel camino, il libro, la musica preferita e la prospettiva di una domenica di bel tempo. Mah, che tocca fare per campare!!! … Intorno tutte le abitazioni erano vuote, il silenzio  assoluto, mentre il sole tramontava dietro la Magnola,  decido di fare una passeggiata, giusto per affacciarmi verso Rocca di Mezzo, da dove si vede il Gran Sasso, mi rendo conto che la natura, alcune volte,  si manifesta in un modo devastante per gli occhi e per l’anima: il Corno Grande spicca verso il cielo azzurro, più alto di tutte le altre cime intorno e si vede nitidissimo, con tonalità rosa e rosse,   i canaloni ancora pieni della neve che aveva fatto 2 settimane prima.  Prendo una decisione: l’indomani tenterò di arriverare fino al Rifugio di Campo Imperatore, nosostante sia autunno inoltrato, l’altezza e il freddo che sicuramente incontrerò a quelle quote.  

La sveglia domenica suona alle 8,15, tanto, partire troppo presto per scendere dai 1.500 m in cui mi trovo, fino a Paganica, che è intorno ai 660 m, sarebbe una sofferenza inutile,  la temperatura  è intorno ai 6°/7° C.  Alle 9. 30 sono fuori, il sole, considerando  che è già autunno, è sufficientemente  alto, sistemo la bici e sento che l’aria si è intiepidita parecchio, decido per cui di indossare la divisa del GS. FRANCHI – VALCELLI più leggera, con l’aggiunta del classico foglio di giornale sul petto. Controllo l’orologio, sono le 9.40, azzero il computerino e comincio a scendere.  Mi viene il dubbio di essermi coperto poco,  perchè l’aria anche andando piano  è decisamnte fredda.  Mi aspettano 30 Km di discesa, in un attimo, si fa per dire, arrivo a  Paganica sono un pò infreddolito ma forse ho indovinato l’abbigliamento,  perchè come inizia la salita, e sto suii 700 m,  sento che comincio a star bene. Per arrivare ai 2.130 m di Campo Imperatore , mi aspettano 35 Km di salita con 1.500 m di dislivello. Supero Paganica in scioltezza, uso rapporti abbastanza lunghi, prendo il giusto ritmo di pedalata e comincio a godermi il paesaggio, passo anche Assergi, al bivio faccio il tornante a destra ( se si prosegue diritti si va verso il passo delle Capannelle), e mi dirigo  verso Fonte Cerreto, 1.120 m da dove parte la funivia per Campo Imperatore. Sono 4,5 Km al 6%-7%  che fatti ad andatura turistica sono veramente facili. (Un inciso per chi passa da queste parti, ricordarsi di rifornisrsi d’acqua perchè fino a Campo Imperatore non ci sono più fontane). Passato il paese, molto carino, con alberghi in stile alpino, bar e ristoranti, la strada continua a salire con pendenze che raramente superano il 7%.  Sui 1.900 m l’aria si fa veramente fredda, siamo in autunno e da queste parti, se cambia il tempo, potrebbe  nevicare improvvisamente,  come ha fatto 2 settimane prima.  Mentre salgo la velocità è di 14/15 Km orari e il freddo, non si sente moltissimo, ma come prendi qualche falso piano in discesa, il sudore, che ormai impregna la maglia, si gela addosso. Fortunatamente ho inserito nel secondo porta borracce, ben avvolto in una busta, una maglietta underwear “Castelli” di ricambio, mossa che alla fine, si è rivelata determinante per la riuscita dell’impresa.  Ormai sono 3 ore e mezza che sono in sella ed ho fatto quasi 65 Km, mancano gli ultimi 7 Km quelli più difficili, la pendenza in alcuni punti è oltre il 10%,  la quota è di 2000 m e la temperatura è intorno ai 4° / 5° gradi, la velocità scende a 12, 11, 10 Km orari,  ma ormai sono in cima. E’ fattaaaa!!! Mangio velocemente una banana, una crostatina e del miele, indosso la maglia asciutta, la mantellina e mi butto in discesa… freddissimooooo! Devo frenare per ridurre la velocità altrimenti mi congelo. Dopo la lunga discesa fino a Paganiga mi dirigo verso il paesino di Fossa (non con un piede, ma con 2 cerchi Mavic) ah! ah! ah! battuta orrenda, da dove poi riprendo a salire verso l’altopiano delle Rocche, mi aspettano altri 25 Km di cui 18 di salita ma oramai sto andando verso casa. I faggi hanno preso i classici colori autunnali, il sole nonostante siano le 14.30 del pomeriggio si è nascosto dietro la montagna, la strada in alcuni tratti è bagnata dall’midità del sottobosco…  sono contento e tranquillo, provo quella serenità e soddisfazione  che prende  tutti coloro che praticano sport di endurance, proprio alla fine di un allenamento ben riuscito.   

12 Ottobre 2008,  arrivo a casa dopo 6 ore 35 di pedalata, percorso 147 km, superato 2.360 di dislivello e conquiistato i 2.130 m di Campo Imperatore.    

Ciaooo!!!